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Sempre riguardo ad Arduino, Made in Italy ed elettronica Open Source, volevo segnalarvi un’iniziativa estremamente interessante della rivista “Elettronica Open Source“, in collaborazione con “Elettronica In“. Si tratta di Make4Cash, un concorso per inventori e makers, specialmente (ma non esclusivamente) rivolto ad appassionati di Arduino.

Il concorso mette in palio 1000 euro, più la possibilità di veder pubblicato il proprio progetto sulle due riviste, che rappresentano una importantissima vetrina per tutti gli addetti ai lavori del settore dell’elettronica.

La caratteristica più importante del concorso è che sarà proprio la comunità di appassionati che ruota attorno alle due riviste a votare il progetto migliore tramite i social network, determinando così il vincitore del premio. Quando l’articolo sarà inserito sulla rivista on-line “Elettronica Open Source”, i membri della community potranno votarlo a suon di “mi piace”, “retweet”, condivisioni su Linkedin e Google +. La somma delle menzioni su ognuno dei social network rappresenterà il mezzo con cui verranno espresse le preferenze.

Make4Cash, oltre che essere un’iniziativa volta a stimolare l’interesse e la partecipazione a progetti di elettronica Open Source nel nostro Paese (si tratta della prima iniziativa del suo genere), è anche l’esempio perfetto di come si possono utilizzare al meglio i social network per una strategia di marketing virale, in maniera semplice ed efficace.

Se desiderate maggiori informazioni o partecipare al concorso vi consiglio di visitare la pagina ufficiale di Make4Cash.

Ringrazio Emanuele Bonanni, fondatore di “Elettronica Open Source”, per la segnalazione.

A presto,

Massimiliano

È con estemo entusiasmo che oggi mi accingo a parlarvi di Arduino, un “framework open source che permette la prototipazione rapida e l’apprendimento veloce dei principi fondamentali dell’elettronica e della programmazione“. Da mesi infatti, sia sul Web che sulla carta stampata, i fan della tecnologia parlano di questa fantastica “schedina”, che ha tra i suoi padri due Italiani, Massimo Banzi e Gianluca Martino.

Arduino è  composto da una piattaforma hardware per il physical computing sviluppata presso l’Interaction Design Institute, un istituto di formazione post-dottorale con sede a Ivrea, fondato da Olivetti e Telecom Italia. Il nome della scheda deriva da quello di un bar di Ivrea (che richiama a sua volta il nome di Arduino d’Ivrea, primo Re d’Italia nel 1002) frequentato da alcuni dei fondatori del progetto (Wikipedia).

Arduino è speciale perché è un framework totalmente Open Source: sia il software che consente la programmazione sia i progetti della piattaforma hardware sono liberamente accessibili a tutti. Ciò signifca che chiunque può scaricare gli schemi e modificare, migliorare o produrre gli Arduino. Questi dispositivi però non sono solo Open Source, ma sono anche estremamente potenti, economici da produrre, compatti e, caratteristica fondamentale, con un’architettura modulare, flessibile e facilmente espandibile.

In sostanza, un’ottima dimostrazione di quanto i modelli Open Source possano generare, in certi casi, prodotti estremamente migliori di quelli “Closed Source“.

La scelta di un “Open Source Totale” ha permesso al progetto di crescere esponenzialmente in pochi anni, perché nel mondo si sono presto create numerosissime comunità locali che hanno contribuito, con i loro sforzi, allo sviluppo del prodotto, che ora ha infinite applicazioni. Attualmente viene utilizzato da scienziati, ricercatori, artisti, musicisti ed inventori di tutto il mondo. Sul blog ufficiale del progetto (http://arduino.cc/blog/) potete vedere tutte le più incredibili (a volte bizzarre) applicazioni di questo piccolo dispositivo: c’è chi lo usa per costruire piccoli robot, e chi ha addirittura inventato un meccanismo in grado di nutrire un animale domestico grazie ad input provenienti da Twitter. Ci sono però anche progetti più importanti e complessi, come “Project Gado“, un recente progetto Open Source per un robot, che ha l’obiettivo di aiutare archivi e biblioteche di tutto il mondo a digitalizzare facilmente la propria collezione di immagini e documenti.

Le schede sono prodotte in Italia da alcune piccole imprese, con grande cura alla qualità della produzione e con una continua innovazione dei processi produttivi. La scelta di produrre in Italia è stata difficile per via degli alti costi di produzione, ma per Massimo Banzi, uno dei padri del progetto, è stato importante per dimostrare che finalmente si può produrre ottima tecnologia anche nel Bel Paese.

Credo che Arduino sia un progetto fantastico ed entusiasmante, in grado di creare e sviluppare conoscenza liberamente accessibile, fonte di stimolo per tutti i creativi. Arduino è inoltre l’opportunità che ha il nostro Paese per dimostrare al mondo che la nostra creatività può esprimersi in maniera eccellente anche nel settore della tecnologia, generando nuove, infinite, possibilità di business.

Se intendete approfondire l’argomento e saperne di più vi consiglio di visitare il sito ufficiale del progetto: http://arduino.cc/en/, e di guardare le due interviste a Massimo Banzi, uno dei padri del progetto:

Intervista 1 – Cos’è Arduino

Intervista 2 – Arduino e il Made in Italy

I miei complimenti vanno ai creatori del progetto e a tutti coloro che giornalmente ci lavorano o contribuiscono al suo miglioramento. Credo che progetti come questi facciano sentire tutti noi un pò più fieri di essere Italiani e mettano nuovamente in luce quanto il nostro Paese sia terreno fertile per creativi, anche nel campo della tecnologia.

A presto,

Massimiliano