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Secondo i detrattori dei modelli Open Source è impossibile o proibitivo costruire dei modelli di business sostenibili attorno a progetti “Open”. Eppure, grazie agli esempi forniti da alcune imprese, è possibile effettuare una classificazione dei vari modelli di business che possono sostenere questa tipologia di progetti. In realtà, difendere il proprio vantaggio competitivo, per un azienda che sviluppi prodotti “a sorgente aperta”, non è affatto facile. Negli anni però, la creatività di imprenditori coraggiosi e capaci ha dimostrato che c’è ancora spazio per aziende “Open” in grado di rendere questi meccanismi la fonte di un vantaggio competitivo sostenibile. Anzi, sempre più frequentemente, l’adozione di una filosofia Open è la ragione del successo di alcune start-up di nuova generazione.

Ecco una lista di modelli di business fondati su modelli Open Source:

  1. Vendita di supporto/assistenza tecnica/consulenza: è stato già visto quanto questo modello abbia fatto la fortuna di alcuni colossi come Red Hat (arrivata da poco al traguardo di un miliardo di dollari di ricavi). La vendita di assistenza e consulenza tecnica è il modello di business più usuale per le aziende che sviluppano le proprie imprese grazie a prodotti Open Source. In questa lista però non figurano solo colossi, ma anche molte piccole/medie aziende che vendono la loro expertise e customizzano software Open. È il caso, ad esempio, di CRM Village, già affrontato nel post dedicato a vTiger CRM. La condizione che può frenare lo sviluppo di una start-up che sfrutti questo modello risiede nella possibilità che qualche big player la acquisisca precocemente, o peggio investa nella fornitura di un servizio analogo. Nonostante tutto, una start-up che riesca a sviluppare una forte expertise riguardo a software di nicchia ha ancora buone possibilità di riuscire a sostenere un business fondato su queste basi.
  2. Vendita di hardware con software Open Source pre-installato: è il caso di alcune start-up, che utilizzano come fonte di revenue la vendita di hardware dotato di software Open Source. Tra queste si può citare Vyatta, produttrice di routers. Questo modello è particolarmente rischioso perché i concorrenti possono facilmente installare il software su periferiche simili. Qualora qualche big player entri in scena, le economie di scala messe in campo renderebbero presto proibitivo il proseguo dell’attività da parte di un’azienda neonata.
  3. Mix tra componenti proprietari e Open Source: È una soluzione scelta da sempre più imprese del settore dello sviluppo software Open Source. Si tratta di trattenere i diritti di alcune componenti, mentre i diritti di altri vengono rilasciati su licenze Open. Questo modello permette di ottenere il beneficio di un framework Open Source, ottimale per lo sviluppo, nonché quello di avere delle licenze che possono proteggere alcuni vantaggi strategici dell’impresa.
  4. Multi licensing: senza addentrarsi nei dettagli, questo modello tipicamente prevede la presenza di due o più licenze. Solitamente una licenza è comparabile a quelle del software proprietario, mentre la seconda è (generalmente) una licenza GPL. Questo modello si sostanzia, nella maggior parte dei casi, nella distribuzione di una versione base a costo zero o ad un costo limitato, mentre prevede il pagamento di una licenza nel caso il cliente richieda di integrare il software (nella sua versione completa) nella propria azienda. Come detto prima si tratta di un modello molto delicato, perché le tematiche riguardanti le licenze sono spesso ambigue e difficili da interpretare. Nonostante tutto, questo modello ha fatto la fortuna di svariate aziende, tra le quali Oracle, Asterisk e MySQL, solo per citarne alcune.
  5. Sponsorizzazione: questo modello è la principale fonte di introiti di Mozilla, grazie agli accordi con Google che prevedono l’utilizzo dello stesso come motore di ricerca predefinito del browser. Il rischio di questo modello di business è che, perduto l’appoggio dello sponsor, l’azienda possa trovarsi in pericolo. La perdita dei fondi derivanti dallo sponsor può determinare un cambio forzato e repentino delle strategie aziendali, potenzialmente fatale. Questo approccio è anche alla base di progetti come Ubuntu e Fedora, anche se si tratta di casi significativamente diversi da quello di Mozilla.
  6. Fondazione: questo approccio prevede di costituire una fondazione senza fini di lucro. In questo modo, la mission aziendale assume un alto valore simbolico. Il progetto e la comunità legati alla fondazione dipendono dal contributo di molteplici sponsor, nonchè, nella maggior parte dei casi, da donazioni. Negli ultimi anni le fondazioni hanno fatto in modo di innovare questo sistema, con l’obiettivo di ottenere donazioni più consistenti o durature nel tempo. L’esempio principale è quello della Linux Foundation.
  7. Donazioni: si tratta del modello classico, grazie al quale ancora molti piccoli progetti sperimentali vengono portati avanti. Nonostante sia il modello di più vecchia data, non mancano le innovazioni. Recentemente è nato un nuovo approccio a riguardo, portato alla ribalta dello sviluppatore di “Linux Tycoon”. Quest’ultimo infatti aveva promesso la pubblicazione del codice sorgente del gioco al raggiungimento di una donazione stabile di 4000 dollari mensili da parte della comunità che segue il progetto.
  8. Vendita di accessori: il modello prevede che l’azienda metta in vendita vari gadget – portachiavi, t-shirt, suppellettili – che andranno a sostenere il progetto Open Source. Si tratta di una tattica interessante, perché tende a fornire un immediato “premio” a chi ha contribuito con una donazione (sottoforma di acquisto). Non trascurabile è anche il significato simbolico che gli accessori possono ricoprire in alcune subculture. Ancora una volta Mozilla può essere citata come esempio per questa tipologia di approccio, ma non è raro incontrarlo anche nell’universo delle distribuzioni di Linux.
  9. Money from the cloud: il software è localizzato in cloud e l’azienda viene remunerata per la fornitura di questo servizio. Si tratta di un modello che ha fatto la fortuna di alcuni software CRM ed ERP Open Source, come SugarCRM e vTiger CRM.

Studiando questi diversi approcci si può capire come il ricorso ad un modello non escluda l’utilizzo di altri. Come si può notare infatti, Mozilla, come altre realtà che adottano una filosofia Open, integra vari modelli come diverse fonti di revenue.

Questa classificazione è solamente un riassunto dei principali modelli di business attualmente sfruttati da soggetti che portano avanti progetti “Open Source”. L’innovazione, anche in questo campo, è in continua evoluzione.

Se ritenete che vi siano altri modelli oltre a quelli che ho citato, scrivete pure 😉

A presto,

Massimiliano

Quando si parla di Open Source, i commenti che spesso sento dai “non addetti ai lavori” sono cose del tipo “i software Open Source sono gratuiti, non ci si può guadagnare”, o “i software Open Source sono difficili da utilizzare e di qualità inferiore a quelli proprietari”, per non citarne di più ridicole…

Quello che volevo proporvi oggi è il caso di Crmvillage.biz, un’azienda italiana che fonda il suo crescente successo proprio grazie alla vendita di servizi legati ad un software Open Source, ovvero vTiger CRM.

vTiger e CRM, cosa sono?

Prima di parlarvi di quanto questo caso sia interessante, è meglio chiarire, in due parole, cos’è vTiger CRM.

Per gestire al meglio le relazioni con la propria clientela (il fine del CRM, ovvero il Customer Relationship Management), le aziende devono immagazzinare una grandissima mole di informazioni, che devono essere gestite grazie ad un database e ad un programma che permetta di inserire o modificare questi dati in maniera semplice e veloce. Ad esempio, se la mia azienda ha necessità di contattare una determinata tipologia di clienti ogni volta che c’è un’offerta riguardante un prodotto specifico, necessita di un software che permetta di organizzare in maniera intuitiva e veloce una campagna di e-mail marketing o di telemarketing volta ad avvisare quella tipologia di clienti dell’esistenza di quella particolare offerta. Questa è una delle mille funzioni a cui un buon software CRM deve assolvere.

In sostanza, vTiger (come altri software per il CRM) si occupa di gestire in maniera integrata le campagne di marketing, nonché tutti i processi di vendita e di post-vendita (assistenza). vTiger è un progetto nato da Sugar CRM, ed è per l’appunto un software che permette di eseguire efficacemente tutte queste operazioni. Il programma funziona grazie al trio Apache/MySQL/Php e può essere utilizzato comodamente tramite un browser (Internet Explorer, Mozilla Firefox, Google Chrome ecc.), grazie alla sua architettura client-server. Può essere facilmente installato sia su sistemi operativi Linux-based o su Windows.

Spero che ora sia più chiaro di cosa stiamo parlando, ma se desiderate maggiori informazioni, vi consiglio di visitare il sito ufficiale di vTiger CRM.

VTE: il progetto Open Source tutto italiano basato su vTiger

Un’azienda che ho avuto da poco il piacere di conoscere, Crmvillage.biz, ha sviluppato un proprio prodotto basato su vTiger, chiamato VTE. Si tratta sempre di un software per il CRM, ma con molte peculiarità, come una diversa interfaccia, o la presenza di alcuni moduli esclusivi (webmail, calendario google-like, newsletter, call center, ecc.), che amplia e migliora in maniera sostanziale alcuni aspetti della versione originale di vTiger. Alcuni moduli e componenti aggiuntivi, come il PDF creator, ad esempio, sono a loro volta frutto di altri progetti Open Source.

Crmvillage è una delle poche aziende italiane che hanno saputo cogliere al balzo la filosofia della “collaborative innovation” come modalità per gestire al meglio il processo di innovazione dei propri prodotti.

Il vantaggio competitivo dell’azienda è fondato proprio sulla capacità di fornire un prodotto eccellente e facilmente personalizzabile, senza alcun costo di licenza, riducendo così l’investimento iniziale per il cliente, concludendo con quest’ultimo solamente un accordo commerciale (un canone) che comprende i servizi accessori, ovvero l’implementazione del sistema nell’azienda cliente, la formazione del personale l’assistenza ecc.

Il fatto che vTiger e VTE siano Open Source è fonte di vantaggi ulteriori, perché i software a sorgente aperta hanno solitamente una struttura molto duttile e modulare e permettono una migliore integrazione con altri programmi, come ERP e le suite da ufficio. Nel caso di vTiger e VTE, ad esempio, il prodotto si integra alla perfezione anche con programmi a licenza proprietaria come Microsoft Office.

Competenze, non brevetti.

Personalmente, credo che i modelli di business fondati su meccanismi Open Source siano estremamente convenienti sia per le aziende che per i clienti. Da un lato, i clienti non devono sostenere i costi di una licenza e beneficiano di un prodotto che è il frutto di un continuo processo di miglioramento. Dall’altro, l’azienda non fonda il suo vantaggio competitivo esclusivamente su un brevetto (un metodo sempre meno efficace) e beneficia del contributo di molte altre professionalità, che possono contribuire all’innovazione e al miglioramento del prodotto.

Per questo motivo, credo che il vantaggio competitivo generabile dall’adozione dei modelli di business fondati su meccanismi Open Source si focalizzi maggiormente sulle competenze distintive sviluppate dalle persone. Un’altra importante caratteristica è che questi modelli di business favoriscono la generazione di relazioni interaziendali, incoraggiando le imprese alla creazione di sinergie e ad aprirsi all’esterno, favorendo di conseguenza la diffusione della conoscenza.

Dal mio punto di vista, i modelli di business basati su meccanismi Open Source sono votati – per loro natura – ad un innovazione costante e decentrata, fatto che può ritenersi una fonte inesauribile di conoscenza liberamente accessibile. Si tratta quindi di modelli che non contribuiscono solamente alla crescita di una singola azienda, ma che stimolano la sperimentazione, l’innovazione e l’iniziativa imprenditoriale, soprattutto per le piccole imprese o le start-up, che possono sfruttare un patrimonio di conoscenze precedentemente creato da altri. La nascita di nuove imprese contribuisce quindi ad accrescere questo framework e a renderlo sempre più vivace, creando un sistema a metà tra la competizione e la collaborazione.

A presto,

Massimiliano