Archivi per Open API

Negli ultimi anni sono state spese molte parole riguardo alle varie modalità grazie alle quali si può velocizzare lo sviluppo dei prodotti e, di conseguenza, il time-to-market (il tempo che intercorre tra l’ideazione del bene/servizio e la sua commercializzazione). Nel settore dell’Information and Communication Technology, ad esempio, il tempismo risulta essere sovente un fattore chiave per il successo di un prodotto. Tra gli obiettivi concernenti la riduzione del time-to-market, però, non ci sono solo motivazioni legate al marketing, ma anche la riduzione dei costi di ricerca e sviluppo, che spesso passa per l’adozione di approcci molto diversi dal classico modello di product development.

Se il modello classico prevede una serie di fasi rigide e consecutive, altamente formalizzate, gli approcci più innovativi possono prevedere processi più rapidi e meno formalizzati, che spesso determinano un sostanziale risparmio di tempo e denaro. Detto questo, ci sono comunque settori e prodotti in cui tali procedure possono assumere una maggiore o minore rilevanza. Gli esempi più interessanti riguardanti processi innovativi di product development possono essere osservati, come si diceva in precedenza, nel campo dell’ICT.

Sopra: l’approccio classico per il product development

Il caso “O2 Connect”

Un caso interessante, che ho notato pochi giorni fa, è quello del software VoIP “O2 Connect” sviluppato da O2, provider di servizi legati alla telefonia ed Internet operante nel Regno Unito ed in Irlanda. L’azienda era conscia del fatto che una larga fetta dei propri utenti ricorresse a servizi VoIP (come Skype o Viber) per comunicare con i propri smartphones utilizzando reti wi-fi, non solo per risparmiare, ma anche per ovviare ad una copertura non capillare della rete. Capendo le potenzialità di questo mercato e volendo sfruttare il vantaggio di “legare” facilmente il numero di telefono delle proprie SIM ad un servizio VoIP, O2 voleva sviluppare una applicazione propria.

Per entrare velocemente in un mercato già presidiato da un big player come Microsoft (con Skype), O2 doveva sviluppare il proprio software nel minor tempo possibile, non potendo affrontare tempi e costi di uno sviluppo svolto internamente alla propria funzione R&S. Come racconta Shomila Malik, in un intervista concessa al blog “Rapid Innovation in Digital Time“, per lo sviluppo di servizi innovativi O2 si avvale di “O2 Enterprise Lab” (cui Shomila è a capo), un entità che collabora con il management dell’azienda madre tramite un rapporto non gerarchio, ma simile a quello che intercorre tra una start-up e un venture capitalist.

Al laboratorio, in sostanza, viene lasciata molta autonomia. La struttura è composta da 40 persone, per la maggior parte sviluppatori, che si interfacciano direttamente con una commissione che ha lo scopo di decidere quali idee sviluppare e come allocare le risorse per i vari progetti in cantiere. In O2 Enterprise Lab, inoltre, la libertà di proporre nuovi progetti è assoluta: i dipendenti sono incoraggiati a proporre i propri progetti tramite delle “pitch sessions” periodiche e a condividere il proprio lavoro con i colleghi tramite software specifici. In poche parole, nel laboratorio regna una cultura dove l’openness e la collaborazione sono considerati una risorsa fondamentale per stimolare la creatività degli sviluppatori.

Nello sviluppo di “O2 Connect”, avvenuto in collaborazione con Voxygen (società con una forte expertise nel campo delle applicazioni VoIP) è stato fatto ampio uso di componenti Open, come le cosiddette OpenAPIs e (quando possibile) componenti Open Source. “Convincere il management che la scelta delle componenti Open Source era la migliore non è stato facile”, racconta Shomila, ma l’adozione di tali soluzioni ha permesso una miglior collaborazione tra Voxygen e O2 Enterprise Labs, nonché la possibilità di un testing diffuso di tali componenti presso le comunità di sviluppatori. O2 connect è stato infine distribuito in beta pubblica, ciò significa che tutti coloro che volevano, potevano contribuire al suo miglioramento utilizzando la versione sperimentale del software. Gli utenti erano in grado di “dire la loro” tramite una piattaforma dedicata, chiamata “getsatisfaction”, grazie alla quale O2 Enterprise Labs ha raccolto il feedback degli utenti prima del lancio della versione finale.

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Sopra: l’approccio adottato da O2 Enterprise Labs per sviluppare “O2 Connect”

I vantaggi nell’utilizzo delle OpenAPIs

Concentrandosi nuovamente sull’adozione di componenti Open, si può notare come il loro utilizzo offra diversi vantaggi. In questo caso, si possono notare diversi vantaggi derivanti dall’utilizzo delle OpenAPIs.

Per capire come l’utilizzo delle OpenAPIs (o API pubbliche) abbia influito nel velocizzare il processo di sviluppo del prodotto, dev’essere prima chiaro cosa sono le API. Le API (Application Program Interface) sono uno strumento che permette di accedere ai contenuti che un sistema offre**, espandendone le funzionalità. Astraendo il concetto, le API sono per i software ciò che lo sterzo ed i pedali sono per le auto: attraverso le API, tutti, meccanici e non, possono guidare le auto. Attraverso le API pubbliche però, i meccanici più esperti possono modificare le componenti dell’auto, potenziandola e migliorandola, mettendo i propri miglioramenti a disposizione di tutti.

L’utilizzo di API pubbliche, in estrema sintesi, comporta i seguenti vantaggi*:

  • Essere presenti su più piattaforme (Facebook App, App Store, Android Market, ecc.) in tempi rapidi e senza dover riprogettare il sistema da zero. Questo ha un impatto positivo sui costi di sviluppo, e le varie applicazioni possono essere sviluppate in più fasi, visto che esse sono totalmente indipendenti dal cuore del sistema;
  • Essere pronti per le piattaforme emergenti, in quanto è possibile avere versioni pronte in tempi molto brevi;
  • Creare oggetti sociali, come widget e applicazioni web, in modo da far crescere esponenzialmente il social reach;
  • Trovare nuovi business models grazie ad utilizzi particolari del proprio sistema;
  • Avere una community di sviluppatori che utilizzano e testano il sistema continuamente, come se fossero un vero e proprio reparto R&D, gratis;
  • Essere pronti per l’integrazione dei propri servizi in altre infrastrutture e sistemi connessi. Gli altri utilizzeranno le API e diffonderanno il servizio.

Chi volesse approfondire il tema dei vantaggi/svantaggi legati all’utilizzo delle OpenAPIs, può leggere l’interessante articolo su ZDnet.com a riguardo.

L’utilizzo di un “approccio Open” a 360 gradi ha consentito al laboratorio di O2 di sviluppare l’applicazione “O2 connect” in circa 4 mesi dalla sua ideazione. Si tratta di un tempo estremamente ridotto, in cui sono stati determinanti sia le soluzioni tecniche adottate sia la collaborazione tra i diversi organi aziendali e tra i diversi stakeholders coinvolti nel progetto. Il caso del software “O2 connect” è interessante, perché questo approccio all’innovazione e allo sviluppo di nuovi prodotti, al di là delle soluzioni tecniche adottate da O2, è una modalità che sta interessando non più solamente le start-up, ma sempre più anche le aziende di grandi dimensioni.

Per coloro che volessero approfondire l’argomento, allego link dell’intervista originale a Shomila Malik: Intervista Shomila Malik per “Rapid Innovation in Digital Time”.

A presto,

Massimiliano

*Fonte: http://www.digitallycultured.it/post/open-api-un-vantaggio-strategico-per-brand-e-startup/

**Fonte:http://www.simonecarletti.it/blog/2006/09/che-cosa-sono-le-api-application-programming-interface/

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