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La imminente pubblicazione online del codice sorgente di Linux Tycoon è una notizia che è stata timidamente ripresa solo da alcuni blog e testate (soprattutto in Italia), ma che – a mio avviso – potrebbe aprire le porte a modelli di business inediti e a nuovi scenari nel panorama del Crowd funding.

Linux Tycoon non è altro che un gioco per computer, in cui il giocatore, trovandosi a capo di una delle numerose distribuzioni di Linux, ha come obiettivo di scalare la classifica e rendere la propria distribuzione “la più usata di sempre”.

Lo sviluppatore del gioco (compatibile con MacOs X, Windows e Linux), dopo averlo reso disponibile gratuitamente, ha lanciato la sfida: avrebbe messo a disposizione il codice sorgente di Linux Tycoon se avesse raggiunto una donazione continuativa di 4000 dollari su base mensile. La scommessa è stata lanciata da “Lunduke”, il creatore del gioco, perché, secondo lui “non sono molti i casi in cui uno sviluppatore di software Open raggiunge donazioni sufficienti a portare avanti il proprio lavoro”. Serviva un modello nuovo, un modello che potesse rendere sostenibile il pieno commitment di un programmatore allo sviluppo di un software Open Source.

La ragione della sfida di Lunduke era inoltre quella di “dimostrare che è possibile diventare professionisti dell’Open Source, creando un modello che sia sostenibile”. Il raggiungimento dell’obiettivo dello sviluppatore è stato ottenuto grazie ad un sistema relativamente innovativo, in cui Lunduke, invece di incentivare donazioni casuali, ha incoraggiato gli utenti ad effettuare donazioni continuative, partendo da un minimo di due dollari al mese. Come nelle piattaforme di Crowd funding, inoltre, Lunduke avrebbe rimborsato tutti i donatori se non avesse raggiunto l’obiettivo minimo di 4000 dollari su base mensile.
Il tam tam sui circuiti legati al mondo dello sviluppo software e di Linux, dovuto alla novità dell’iniziativa, ha reso possibile il raggiungimento di una buona notorietà del progetto tra le nicchie di interessati, che hanno presto sostenuto finanziariamente la sfida di Linux Tycoon. Le donazioni ottenute verranno utilizzate per coprire i costi del progetto, remunerare il lavoro dello sviluppatore e per far crescere la comunità di programmatori e la qualità del gioco.

Il modello creato da Lunduke non solo ha dimostrato che diventare professionisti dell’Open Source è possibile, ma ha anche aperto affascinanti interrogativi:

  • Grazie ad una buona strategia sarà possibile “saltare” l’utilizzo delle piattaforme di Crowd funding come Kickstarter e rivolgersi in maniera efficace e diretta al proprio target, senza bisogno di intermediari?
  • La crescente informatizzazione, il fiorire dell’iniziativa di tanti programmatori indipendenti e il sempre più facile accesso a forme creative di finanziamento sono destinate a rubare la scena alle grandi software-house?

Per ora, Linux Tycoon è solo un gioco non particolarmente complesso, con molti bug e privo di qualsiasi effetto grafico. Si può dire, pertanto, che la sua fama sia dovuta più alla scommessa del suo autore e al suo approccio innovativo più che alla qualità del gioco. Questo però dimostra nuovamente quanto, a volte, il valore derivante dalla partecipazione ad una comunità di creazione sia (almeno per un numero sufficientemente rilevante di soggetti) maggiore di quello derivante dall’utilizzo del prodotto stesso.
Nonostante questa piccola rivoluzione sia avvenuta in sordina, l’adozione di questo approccio innovativo forse aprirà la strada a nuovi scenari e modelli di business. Per queste motivazioni credo che Linux Tycoon, così come il suo creatore, possano considerarsi veri e propri pionieri.

Se siete curiosi di provare il gioco, questo è il link: http://lunduke.com/?page_id=2646

A presto,

Massimiliano